Operaio morto: aperte due inchieste. Predisposta l’autopsia

Operaio morto: aperte due inchieste. Predisposta l’autopsia

Gela – Si è alzato un velo a seguito dell’incidente sul lavoro che ha portato alla morte dell’operaio di Riesi Gaetano Accardi che rimette in discussione la questione relativa alla realizzazione delle rete idrica di Manfria, sulla quale stava lavorando l’operaio per conto di una ditta di Riesi. Sono state aperte due inchieste: una da parte dell’ispettorato del lavoro, l’altra ad opera della magistratura che ha disposto il sequestro del mezzo e dell’area dove stava operando. Il cadavere di Getano Accardi sarà sottoposto ad autopsia.

L’acquedotto “fai da te” è al centro di polemiche politiche e di controversie giuridiche che vedono da una parte l’amministrazione comunale e i cittadini consorziati delle zone di Manfria e di Piano Marina che hanno inteso risolvere il problema idrico, dopo 30 anni di inutile attesa, affidandone la costruzione e la gestione trentennale ai privati, in project financing. Dall’altra parte ci sono il gestore unico della distribuzione idrica della provincia di Caltanissetta, l’azienda italo-spagnola Caltaqua, che nega di avere rilasciato sub-concessione alla “Divina Acquedotti”, e la maggior parte dei consiglieri comunali che accusano sindaco e giunta di danno erariale per avere rinunciato di fatto a un finanziamento pubblico già esistente ma fermo per motivi burocratici. Malgrado la contesa, i lavori sono andati avanti.

L’operaio di Riesi che, nel pomeriggio di ieri, era rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto nella zona balneare di contrada “Manfria”, a sei km a ovest di Gela, è morto durante la notte.

Si chiamava Gaetano Accardi, aveva 58 anni e lavorava alle dipendenze dell’impresa “Divina Acquedotti srl” di Riesi, che sta realizzando la contestata “rete idrica fai da te” per conto dei residenti della contrada riuniti in consorzio.

L’operaio, per cause in corso di accertamento, sarebbe stato travolto da una ruspa-escavatore durante le operazioni di posa in opera della tubazione. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Oltre a una frattura multipla alla gamba destra, ha infatti riportato lesioni all’addome con copiosa emorragia interna che ha indotto i medici dell’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela a sottoporlo a intervento chirurgico d’urgenza. Qualche ora dopo, però, è sopravvenuto il decesso.

Famiglia sfortunata quella degli Accardi: nel 2001 il figlio di 15 anni è annegato nello specchio d’acqua di Falconara e dopo tante ricerche il corpo senza vita è stato ritrovato al lungomare di Gela.

Una pioggia di comunicati arrivano nelle redazioni. La FILLEA CGIL di Caltanissetta proprio giorno 27 aprile  convocando il proprio direttivo faceva emergere le problematiche occupazionali che perseverano nel nostro territorio,  le difficoltà che i lavoratori trovano nel trovare lavoro e poi nel mantenerlo,  soprattutto faceva emergere il lavoro in sicurezza, cioè non a rischio infortunio. La FILLEA CGIL denuncia questo stato di situazione e mette la sicurezza prima di ogni cosa, non può un lavoratore uscire la mattina e non fare rientro a casa, è umanamente terribile.

Lavorare in sicurezza è per noi importante e solo attraverso una sana e tranquilla programmazione del lavoro si possono evitare infortuni mortali.

Non basta scrivere nel testo unico sulla sicurezza che l’impresa debba adottare tutti i D.P.I (dispositivi di sicurezza) se poi si lavora senza regole e senza alcuna rigorosa vigilanza. La FILLEA CGIL è vicina ai familiari del lavoratore di Riesi morto a Manfria e a  gran voce farà sentire il dolore che una famiglia, non può e non deve provare. La FILLEA CGIL in più occasioni ha chiesto ai Sindaci e ai committenti privati e pubblici più vigilanza nelle fasi di lavorazione, poiché la sicurezza non è mai troppa!

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