Il Vangelo della domenica

Il Vangelo della domenica

Dal Vangelo secondo Luca:
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». Lc 13,1-9

Il Vangelo di questa Domenica è diviso in due grossi parti. Nella prima l’Evangelista Luca ci presenta dei fatti di cronaca. In cui ci pone una domanda chiara. Tutte le disgrazie sono colpa del Signore? Nell’altra parte si parla di un albero di fichi che non vuole fare frutti e del buon contadino, paziente e laborioso,che si rivolge al padrone del terreno per continuare a coltivare questo albero. Tutti e due parti stimolano belle riflessioni. Ma, io, cari lettori,  vorrei soffermami sulla prima parte. Mi ci trovo. Mi interroga. Ci interroga. Gesù ci ricorda alcuni fatti di cronaca. Ci parla della torre di siloe. Questa torre cade e provoca la morte di ben 18 persone. Perché sono morti?  Gesù smonta una credenza popolare molto diffusa allora (e oggi). Un devoto medio pensava che le disgrazie, come appunto il crollo della torre di Siloe, punissero delle persone che – in qualche modo – potessero aver commesso degli orribili peccati. Ciò che Gesù dice è sorprendente, sconcertante: la vita ha una sua logica, una sua libertà. Cambia completamente il nostro modo di vivere di vedere le cose.Non so a  voi, ma questo discorso nel vangelo di Luca a me e penso pure a voi amici lettori ci sorprende,  ma come Signore tu sai tutto, tu poi tutto e permetti queste disgrazie? Quante volte ci siamo trovati a porci queste domande. Le immagini delle torre gemelle, per esempio,  sono impresse ancora nei nostri occhi. Ma è chiaro che il vangelo di questa domenica ci pone un quesito chiaro ci dice alla fine “Che posto diamo al Signore nella nostra vita?” Tu ed  io amico mio dove lo mettiamo? Siamo pronti al sacrificio per lui? Siamo pronti a spegnere la televisione,dove trasmettevano la partita del cuore, per andare a Messa? Ecco, dobbiamo iniziare a porci queste domande. E’ il Signore ce lo chiede. Posso essere io il responsabile se cade un ponte ? Si, se è stato fatto con cemento impoverito. Si, se gli operai lavorano in nero. Si, se questo appalto è stato preso con il trucco e l’inganno.  Dove abbiamo messo Dio, quanto al posto di un ingegnere meritevole, mettiamo uno raccomandato e non capace? E perché permettiamo questo? Perché Dio non è presente nella nostra Vita. Lui lo è sempre, se noi vogliamo. Se noi ascoltiamo la sua parola. Tante cose succedono perché non abbiamo Dio nel nostro cuore. Non abbiamo Dio nella nostra mente. Viviamo una vita dove per Dio non c’è spazio. Siamo troppo presi dalle cose del Mondo. Ma diamo a Lui le colpe di fatti negativi. Non scandalizziamoci delle cose che succedono. La presenza di  Gesù  nei nostri cuori e nella nostra vita ristabilisce le responsabilità: gran parte del dolore che viviamo ce lo siamo creato. La croce ce la danno gli altri o ce la diamo noi stessi con uno sguardo contorto e mondano della realtà. Ho scoperto, dopo molti anni, che molti passano la vita a piallare e carteggiare la propria croce, attribuendone a Dio la responsabilità. Dio fa quel che può: anche lui si ferma di fronte alla nostra ostinazione e durezza di cuore. Dio è limitato, quindi? No, ma Dio ferma la sua mano e ci lascia liberi, perché vuole dei figli, non dei sudditi. Figli liberi di ascoltare. Liberi di Obbedire.” O Signore  fa che io ti possa vedere in ogni cosa, in ogni fatto, in ogni momento della mia vita.”.

Buona Domenica

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